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Finanziamenti dalla Regione: tra i vincitori anche Promidis

Auto intelligenti, motori a magnete, nuovi farmaci, dispositivi per la neuro-riabilitazione, pannelli solari a basso costo, fertilizzanti rinnovabili. Sono dodici i progetti finanziati per 40 milioni di euro dagli «Accordi per la ricerca e l’innovazione» di Regione Lombardia.
A rispondere alla chiamata di Regione 185 enti di ricerca e 377 aziende per un totale di 91 progetti presentati.

promidisA distinguersi tra i vincitori è anche Promidis, azienda facente parte dell’IRBM Group di Piero Di Lorenzo, che punta a brevettare un farmaco per la cura dell’epatite B. Malattia che nei bambini in un caso su due diventa cronica con elevato rischio di cirrosi e cancro al fegato. In prima fila per la fase di ricerca ci sono eccellenze come l’Istituto nazionale di genetica molecolare, l’Ospedale l’Università degli studi di Milano e il Policlinico San Matteo. I partner dei progetti selezionati, in presentazione il 6 aprile, firmeranno entro maggio gli accordi.
«E stata un’occasione per far conoscere tra loro realtà diverse — spiega Luca Del Gobbo, assessore all’Università, ricerca e open innovation. Nella selezione dei dodici vincitori sono stati tre i criteri scelti: l’alto contenuto tecnologico dei progetti, la possibilità di brevettare l’idea e la capacità di generare occupazione».
«L’ambizione è diventare così un riferimento internazionale — continua Del Gobbo — in particolare del totale nazionale degli investimenti in venture capital e private equity nell’ambito della salute dove si può fare di più rispetto alla medicina personalizzata e predittiva. Con le nuove tecnologie risparmieremmo il 35 per cento della spesa sanitaria». Curare meglio e spendere meno attraverso la ricerca. Si spiega così la presenza di ben cinque progetti in ambito sanitario e medicale tra i dodici vincitori del bando. Un modo per strizzare l’occhio all’Agenzia Europea del Farmaco (Ema) ammette l’assessore Del Gobbo. «Il sogno è portare da noi il polo d’eccellenza londinese. Per farlo però non vogliamo fermarci alla Città della Salute di Sesto San Giovanni e allo Human Technopole di Rho, serve una coesione strutturale tra mondo delle aziende e università». È per questo che Regione punta a lanciare a breve un nuovo bando per favorire lo scambio delle conoscenze. La speranza è che l’annuncio arrivi nei prossimi mesi perché, quando si parla di innovazione, tempo e velocità restano fattori decisivi.

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L’IRBM Science Park nel network internazionale di ricerca contro la sclerosi multipla progressiva

Unire le migliori competenze a livello mondiale e le tecniche bioinformatiche e biotecnologiche più avanzate con l’obiettivo di trovare entro quattro anni molecole potenzialmente efficaci contro la sclerosi multipla progressiva. Nasce così il progetto di ricerca Bravein Ms, che ha ottenuto un finanziamento pari a 4,2 milioni di euro. Il consorzio internazionale include l’Ospedale San Raffaele, l’Università degli Studi di Milano, l’Istituto superiore di sanità, il Consiglio nazionale della ricerca, l’IRBM di Piero Di Lorenzo, la Ucsf di San Francisco, l’Università La Sapienza di Roma, la McGill University di Montreal, l’Università Pierre et Marie Curie di Parigi, l’Università di Mainz, l’Università di Münster e l’Università di Düsseldorf.

Il bando internazionale indetto dalla International Progressive MS Alliance, alleanza internazionale che riunisce le principali associazioni nazionali per la ricerca sulla sclerosi multipla progressiva, rappresenta un momento di svolta: per la prima volta le associazioni nazionali per la lotta alla sclerosi multipla – tra cui Aism – hanno guardato oltre i confini nazionali e messo insieme le forze per premiare i migliori progetti su scala globale.

Il finanziamento è stato assegnato al termine di un bando a cui hanno partecipato i migliori centri di ricerca al mondo e assegnato in occasione del congresso di Ectrims (European committee for treatment and research in multiple sclerosis) in corso a Londra.

La sclerosi multipla progressiva colpisce più di un milione di persone al mondo e la ricerca di un potenziale farmaco si è già dimostrata una sfida difficile. Ma il progetto messo in campo oggi è innovativo sotto diversi punti di vista. Il primo è l’uso di un modello di analisi dei big data – genetici e clinici – sviluppato da Sergio Baranzini all’Università di San Francisco. Il modello si è dimostrato capace di estrapolare utili informazioni genetiche e molecolari sulla sclerosi multipla, che si traducono poi in specifiche caratteristiche che una molecola deve avere per candidarsi a farmaco efficace contro la malattia.

Le molecole che rispetteranno queste caratteristiche, dopo un test in vitro e prima di essere studiate sugli animali, verranno messe alla prova su un modello in provetta di malattia, realizzato utilizzando cellule staminali ottenute dai pazienti. È in questa fase che l’Unità di ricerca di Neuroimmunologia guidata da Martino metterà in gioco la sua esperienza ventennale con le cellule staminali: ai pazienti con sclerosi multipla progressiva verranno prelevate cellule della pelle che saranno poi riprogrammate in cellule staminali pluripotenti e quindi differenziate in cellule nervose.

Con queste cellule sarà possibile creare un modello in miniatura di rete neurale che dovrebbe riprodurre più fedelmente i meccanismi patologici della sclerosi multipla. Su di essa si potrà studiare in modo inedito l’azione dei potenziali farmaci ed eventualmente scartarli prima di passare alla sperimentazione sugli animali. «Prevediamo di partire con decine di migliaia di molecole e di arrivare alla fine di questo processo, dopo quattro anni, con due o tre molecole promettenti con cui avviare un primo studio nell’uomo», spiega Gianvito Martino.

 

L’approfondimento nella sezione Press Release del sito.

 

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L’IRBM partecipa al progetto BRAVEinMS contro la Sclerosi Multipla

8 Centri di Ricerca di tutto il mondo tra cui l’IRBM di Piero Di Lorenzo per scoprire il farmaco contro la Sclerosi Multipla. Continue Reading

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CNCCS, CNR e Unitus sottoscrivono il progetto PRONAT

Nel Salone dell’Università della Tuscia di Viterbo è stato presentato il progetto di ricerca “PRONAT” sulla “Identificazione di agenti bioattivi di origine animale e vegetale”.
Non più composti chimici e sintetici, ma solo molecole di origine naturale. Il protocollo è stato sottoscritto dall’Università della Tuscia, Cnr, Miur, e dal Consorzio di collezione nazionale composti chimici e centro screening (Cnccs) di Piero Di Lorenzo.

Il progetto è finanziato dal comitato ministeriale per la programmazione economica (Cipe) per un totale di ben 6 milioni di euro. Di questi fondi l’università della Tuscia percepirà direttamente 500 mila euro per gli studi specifici. Il progetto si propone quindi di costituire una collezione di prodotti naturali provenienti dalle attività di ricerca afferenti al CNR e altri partners accademici come fonte di molecole attive. Tale collezione verrà utilizzata per la identificazione di nuovi principi attivi in diversi sistemi biologici.

I prodotti naturali rappresentano una fonte molto ampia e ancora non completamente esplorata di molecole bioattive. Ma una sinergia tra competenze accademiche e competenze industriali per lo sviluppo dei principi attivi identificati rappresenta una condizione necessaria per la valorizzazione di nuovi agenti attivi in campo biomedico. Dopo due decenni di interesse marginale da parte delle aziende farmaceutiche, le sostanze naturali stanno tornando ad essere una fonte preziosa per la scoperta di nuovi farmaci. Oggi infatti, grazie alle strategie di screening di prodotti naturali che sfruttano i recenti progressi della tecnologia e agli approcci genomici e metabolomici in grado di potenziare i tradizionali metodi di studio, si assiste a un rinnovato interesse nei riguardi di tali prodotti.

“La medicina è nata così – spiega il presidente del Cnr Massimo Inguscio – un tempo ci si curava con ciò che si trovava in natura. Ora con i nuovi mezzi tecnologici di screening e le ottime competenze dei ricercatori si possono creare efficaci medicinali. Ma attenzione, qui si sta parlando di medicine vere, che non hanno nulla da invidiare a quelle chimiche utilizzate ogni giorno. Queste ricerche inoltre, potrebbero finalmente sfatare antichi ‘miti’ sulle proprietà curative di alcuni elementi naturali”.

Guardando al futuro, i recenti progressi tecnologici potrebbero essere sufficienti a rivitalizzare lo sfruttamento del valore dei prodotti naturali come punti di partenza per la scoperta di farmaci, in particolare rispetto al crescente interesse per lo screening fenotipico. La comprensione delle proprietà fisico-chimiche dei prodotti naturali al fine di favorire lo sviluppo di farmaci non differisce dai normali principi di chimica farmaceutica che si applicano ai composti sintetici.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato il Rettore dell’Università della Tuscia Prof. Alessandro Ruggieri, il Capodipartimento del MIUR Prof. Marco Mancini, il Presidente del CNR Prof. Massimo Inguscio, l’Amministratore Delegato del Consorzio CNCCS/Presidente IRBM Science Park S.p.A. Dr. Piero Di Lorenzo, e l’On. Giuseppe Fioroni già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Leggi la Rassegna Stampa sull’argomento

 

 

 

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Premio Guido Carli: Piero Di Lorenzo tra i premiati della VII Edizione

Tredici le eccellenze premiate quest’anno alla settima edizione del premio Guido Carli, ideato da Romana Liuzzo, presidente dell’Associazione e nipote dell’economista Guido Carli.
La premiazione si svolge con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri. Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato nel corso della cerimonia che si è tenuta nella sala della Regina di Montecitorio. Le eccellenze italiane hanno ricevuto una medaglia in bronzo coniata per l’occasione dal Poligrafico.

I vincitori sono Monica Maggioni (Presidente Rai), Enrico Mentana (direttore Tg La7), Mauro Moretti (direttore generale Finmeccanica), Luciano Fontana (direttore Corriere della Sera), Giovanni Bazoli (banchiere), Guido Barilla (imprenditore), Carlo Cimbri (direttore generale Unipol), Ornella Barra (presidente Global Wholesale and International Retail Walgreens Boots Alliance), Camillo Venesio (direttore generale di Banca del Piemonte), Piero Di Lorenzo (presidente IRBM Scienze Park Spa), Alessandro Cabella (direttore Rome Cavalieri), Pietro Salini (amministratore delegato di Salini Impregilo) Marco Boglione (presidente BasicNet).

Piero Di Lorenzo riceve premio Guido Carli

«Il futuro del Paese si basa su ricerca e innovazione» ha detto Letta introducendo Piero Di Lorenzo presidente e amministratore delegato della IRBM Science Park, società di ricerca biomedica a cui appartiene il Polo di Pomezia, dove è stato scoperto il vaccino anti-ebola, che è stato salvato dalla chiusura proprio grazie a Piero Di Lorenzo.
Di Lorenzo è stato infatti premiato per i suoi indiscussi meriti nella Ricerca scientifica, per aver rilanciato l’azienda dopo la chiusura decretata dalla vecchia proprietà – la multinazionale americana Merck&Co. – riportando nei laboratori 250 scienziati di livello mondiale e posizionando la Irbm tra le più importanti aziende di ricerca industriale bio-medica in Europa.

Nel ricevere il premio consegnato da Barbara Palombelli, Piero Di Lorenzo ha così commentato: “Questo premio va condiviso con tutti i ricercatori e i collaboratori che hanno partecipato al successo della IRBM. È certamente una grandissima gratificazione e uno stimolo a fare ancora di più e meglio”.

Guarda la premiazione e il discorso del Presidente dell’IRBM Piero Di Lorenzo

 

 

 

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Piero Di Lorenzo Presidente dell’IRBM Science Park riceve Premio Guido Carli 2016

Piero Di Lorenzo riceve l’ambito premio Guido Carli

L’eccellenza italiana si è riunita a Roma per la settima edizione del Premio “Guido Carli”.
Il premio Guido Carli, ideato da Romana Liuzzo, presidente dell’Associazione e nipote dell’economista Guido Carli, si svolge con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri ed è arrivato quest’anno alla sua settima edizione.

In tredici hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento, tra imprenditori, banchieri, giornalisti e manager. Sono stati infatti dodici, più uno alla carriera, i premi dedicati al grande economista italiano scomparso il 23 aprile del 1993 e consegnati a personalità italiane, uomini e donne che si sono distinti nel mondo dell’imprenditoria, del giornalismo, della ricerca e del sociale. Le eccellenze italiane hanno ricevuto una medaglia in bronzo, raffigurante il volto di Carli, coniata per l’occasione dal Poligrafico.

Piero Di Lorenzo riceve premio Guido Carli

 

La cerimonia, in questa edizione, ha visto la premiazione di Monica Maggioni, presidente della Rai, Mauro Moretti, amministratore delegato di Finmeccanica, Enrico Mentana, direttore del Tg di La7, Guido Ba­ril­la, presidente della nota multinazionale alimentare, Car­lo Cim­bri, am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to Uni­pol, Or­nel­la Bar­ra, pre­si­den­te e ad Glo­bal Who­le­sa­le and In­ter­na­tio­nal Re­tail, Ca­mil­lo Ve­ne­sio, am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to Ban­ca del Pie­mon­te, Ales­san­dro Ca­bel­la,di­ret­to­re Ro­me Ca­va­lie­ri, Pie­tro Sa­li­ni, ad di Sa­li­ni Im­pre­gi­lo, Mar­co Bo­glio­ne, pre­si­den­te Ba­si­cNet.

«Il futuro del Paese si basa su ricerca e innovazione» ha detto Letta introducendo Piero Di Lorenzo presidente e amministratore delegato della IRBM Science Park, società di ricerca biomedica a cui appartiene il Polo di Pomezia, dove è stato scoperto il vaccino anti-ebola, che è stato salvato dalla chiusura proprio grazie a Piero Di Lorenzo.
Di Lorenzo è stato infatti premiato per i suoi indiscussi meriti nella Ricerca scientifica, per aver rilanciato l’azienda dopo la chiusura decretata dalla vecchia proprietà – la multinazionale americana Merck&Co. – riportando nei laboratori 250 scienziati di livello mondiale e posizionando la Irbm tra le più importanti aziende di ricerca industriale bio-medica in Europa.

Nel ricevere il premio, Piero Di Lorenzo ha così commentato: “Questo premio va condiviso con tutti i ricercatori e i collaboratori che hanno partecipato al successo della IRBM. È certamente una grandissima gratificazione e uno stimolo a fare ancora di più e meglio”.

Premiati, infine, Alessandro Cabella, General manager dell’hotel Rome Cavalieri, e alla carriera il banchiere Giovanni Bazoli.

La giu­ria, pre­sie­du­ta come sempre da Gianni Let­ta, era com­po­sta da Az­zur­ra Cal­ta­gi­ro­ne, Ur­ba­no Cai­ro, Gio­van­ni Ma­la­gò, Mat­teo Mar­zot­to, Mario Or­feo, De­bo­ra Pa­glie­ri, Bar­ba­ra Pa­lom­bel­li, An­to­nio Pa­tuel­li, An­to­nio Po­li­to, Giu­sep­pe Rec­chi e Ro­ber­to Roc­chi. Nella sala gremita di circa centocinquanta persone, tra gli ospiti c’erano anche il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti (Premio «Guido Carli» 2014), Vittorio Sgarbi, Alfio Marchini, Francesco Rutelli, il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, e Renato Brunetta.

Guarda la premiazione e il discorso del Presidente dell’IRBM Piero Di Lorenzo

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Video della visita del premier Renzi all’IRBM

Il Premier Matteo Renzi visita i laboratori dell’IRBM di Piero Di Lorenzo

Guarda la videogallery dell’IRBM Science Park

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Premier Matteo Renzi all’IRBM: Piano per la ricerca da 2,5 miliardi

“Finalmente nelle prossime settimane partirà un piano per la ricerca da 2,5 miliardi, finalmente si tornerà ad investire”. Lo ha annunciato il premier Matteo Renzi al termine della visita all’IRBM Science Park SpA di Pomezia, centro di eccellenza nel campo della ricerca biologico-molecolare, che recentemente ha isolato il virus Ebola.

“All’IRBM di Pomezia, nel laboratorio che ha isolato il virus Ebola. La ricerca è un punto centrale dell’Italia che riparte”, ha scritto poi su Twitter il presidente del Consiglio.
“Il piano da 2,5 miliardi sulla ricerca, annunciato oggi dal premier Renzi, è il più concreto segnale di ripartenza del Paese”, commenta il senatore del Pd Andrea Marcucci, presidente della commissione Istruzione e Ricerca a Palazzo Madama.

“È un lavoro cominciato con la legge di Stabilità -sottolinea il parlamentare- ed in particolare con lo stanziamento di circa 100 milioni nel biennio 2016-2017 che consentirà di raddoppiare il numero dei ricercatori nelle università statali. A questo piano- conclude Marcucci- vanno aggiunte le risorse stanziate per 500 cattedre di eccellenza e i fondi aggiuntivi per il reclutamento straordinario di professori di I fascia”.

 

Piero Di Lorenzo IRBM

 

Il Premier Matteo Renzi ha dunque replicato a chi, da ultimo ieri la minoranza Pd, lo accusa di una ‘narrazione’ troppo ottimistica. “Io non nego i problemi, ma questo è un Paese in cui accadono cose straordinarie come qui”. A dare ragione a Renzi i numeri forniti da Piero Di Lorenzo, presidente della società di Pomezia: “Dal 2010, quando eravamo 25, siamo arrivati ai 250 di oggi, 50 dei quali assunti con il Jobs act”. Il fatturato è passato da 1 milione a 40 milioni di euro anche grazie allo sviluppo di molecole nel settore neurodegenerativo e in oncologia. Usando la stessa espressione del premier, Piero Di Lorenzo ha detto: “I nostri dipendenti devono avere il coltello tra i denti”.

 

Rassegna Stampa sull’argomento.

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Prime Minister Matteo Renzi visits IRBM

Piero Di Lorenzo, Presidente dell’IRBM Science Park ha accompagnato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Presidente della Giunta regionale del Lazio Nicola Zingaretti, in visita nel Centro di ricerca bio-medica di Pomezia IRBM Science Park.

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IRBM – Il Primo Ministro Matteo Renzi visita l’Istituto di Ricerca IRBM Science Park

IRBM Science Park SpA

Il Primo Ministro Matteo Renzi visita l’Istituto di ricerca IRBM Science Park 

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, accompagnato dal Presidente della Giunta regionale del Lazio Nicola Zingaretti, ha visitato il Centro di ricerca bio-medica di Pomezia IRBM Science Park.

Gli ospiti hanno potuto vedere i sofisticatissimi laboratori dell’istituto dove un anno fa è stato messo a punto il vaccino anti-ebola ed hanno scambiato opinioni con alcuni dei 250 scienziati di livello mondiale che sono a lavoro su importanti progetti nel campo delle neuroscienze e dell’oncologia.

Il Presidente dell’IRBM Science Park, Piero Di Lorenzo, ha voluto ringraziare sentitamente Matteo Renzi qualificando la sua visita come una iniezione di vitalità e di voglia di fare sempre meglio per tutti coloro che lavorano in IRBM.

Piero Di Lorenzo IRBM

Piero Di Lorenzo ha anche dichiarato il grande apprezzamento per il supporto che l’attuale Giunta regionale del Lazio ed in particolare il Presidente Nicola Zingaretti e il Vicepresidente Massimiliano Smeriglio stanno dando al settore della ricerca scientifica con le nuove politiche orientate all’innovazione. Ha poi espresso un giudizio molto positivo su quanto il Ministro dell’Università e della ricerca diretto dal Ministro Stefania Giannini sta realizzando per dare nuovo slancio al campo della ricerca bio-medica.

Il video del discorso di Renzi all’IRBM Science Park

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